Buon quinto giorno a tutti

Riaprire il Teatro Garibaldi, ripopolarlo, sentirlo di nuovo vivo e dopo tre giorni vedere la gente arrivare con i sacchi a pelo e le coperte è stata una piccola, meravigliosa vittoria. Emozionante.

Le piccole vittorie possono essere preludio di grande cambiamento oppure restare solo lievi bagliori sparsi qui e lì nelle vite di ognugno di noi; vite seguite come un’ombra da meno piccole e sempre più quotidiane sconfitte.

Vogliamo che non sia così e siamo sempre di più a volerlo. Dipende solo da noi.

Stanchi di sentirci vicini e accomunati dal progressivo saccheggio culturale di cui questa città è vittima vogliamo, con la forza della solidarietà, del coraggio delle idee, dell’impegno comune e della solidarietà, lavorare con i cittadini per raggiungere la prossima piccola vittoria, che è lì, solo un pò più avanti; e poi quella dopo e quella dopo ancora.

Altro che piccolo bagliore. Buon quinto giorno a tutti.

Laura

About these ads
Questa voce è stata pubblicata in Pensieri e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Buon quinto giorno a tutti

  1. gianfranca ha detto:

    AL TEATRO GARIBALDI ci sono andata ogni giorno, come tutti quelli che abitano a Palermo dovrebbero andarci ogni giorno. Stare dentro un teatro, quando non si recita fa’ un certo effetto; sarà perché la scena e la platea ti coinvolge, sarà perché il teatro svela le sue infinite visioni e speranze. Il collettivo dei ragazzi attori e artisti dello spettacolo ha preso in mano un teatro senza destini, una scena buia e spenta, accendendo un dialogo finora muto. Si sono aperti i cancelli e i riflettori sulla gente che vuole pensare e ripensare la propria città e, si sono avvicendate le azioni sceniche di spettacoli e dibattiti per rianimare l’esistenza dell’anima di questo spazio, finora abbandonato. Passando il testimone al cittadino il teatro è diventato partecipe insieme a tutti noi della vita di ognuno. Sono diventata partecipe del teatro insieme a Federica, Salvo, Mariateresa e a tutti i cittadini che considerano il teatro metafora della loro vita; lo specchio che riflette un mondo variegato, diverso, mai sempre uguale. Se non esiste il teatro si perde il fulcro della possibilità, della creatività variabile e in divenire. Ieri durante l’assemblea del pomeriggio ha parlato un ragazzo che non aveva la possibilità come tutti noi di camminare, correre, saltare e, soprattutto, di parlare con facilità. Quel ragazzo che chiamo INFINITO ha preso parola dicendo a fatica: “LA BUROCRAZIA DELLE MENTI, a Palermo, uccide l’anima, l’anima nostra della poesia. E’ una cosa importantissima. OCCHIO”. Vi racconto quanto accaduto perché credo che quest’azione della parola sia forte più del muoversi, e che se un ragazzo grida questo, nonostante il suo disagio, la condizione del vuoto è un baratro senza fine. Il teatro Garibaldi muove le coscienze sensibili. Avvicinatevi per toccare con mano la percezione di un mondo che può cambiare solo se lo vogliamo, se vogliamo questo teatro, come la città che è nostra dobbiamo avvicinarci, conoscerci e aiutarci per fare di più per tutti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...