Per il ritorno al coraggio.

Vi scrivo da dove sono. Non ne avevo mai sofferto così tanto.
Ho seguito col cuore e la mente i presagi del terremoto. Come farebbe un geologo davanti al suo strumento ne ho trascritto le prime avvisaglie.

Vivo a Berlino da quattro anni. Qui ho famiglia. Presto riceverò in dono la bellezza e la gioia di una nuova vita. Verrà al mondo d’estate, alla luce di una terra rigogliosa, felice e che sa di futuro. Vivo a Berlino e sono un privilegiato. Faccio il lavoro che ho sempre sognato. Riesco a pagarci l’affitto, le spese e le tasse. Sono un maledetto privilegiato.

Ma dove vi scrivo non è dove voi siete adesso.

Il Teatro Garibaldi ha riaperto.
E questo significa molto di più.
Molto di più di quanto si è detto.
Mi batte il cuore solo a pensarci. E io dove sono?
Sono qui, perché tutto era ormai deciso, tutto andava rimisurato.
Sono nato all’Arenella. E il mio sogno era raccontare le storie.
Dopo si è infranto, l’ennesima volta. L’ultima storia me l’hanno proprio rubata. Ancora ne chiedono il riscatto. Sono andato in Germania per amore. E con amore ci rimango.

Ma voi siete i miei amanti meravigliosi.
E corro col pensiero a voi, colle braccia allargate.

Non erano ancora familiari
i nomi delle donne, dei ragazzi.
Avevano soltanto il colore
di stanze miracolose
dove esercitavano
l’accortezza della democrazia.

Erano ancora silenzio
seppure contavano già
sulla speranza
nel frastuono delle loro idee.

Avrei marciato con loro
a un palmo dal suolo
ma mi hanno condannato
a questo esilio.
Rimango dove sono.

Questo è in verità l’esilio dei meschini.
Vorrei tornare e posso.
Vivo tra la neve dell’inverno,
so che questo non era il mio posto.

Siate la chiave
che apre le porte
di una città maledetta.
E non l’inferno che si spalanca.

Preparate il nostro ritorno al coraggio,
preparate un tempio
in ricordo e a memoria
di noi, di questo esilio,
di noi di questo esilio in ostaggio.

Assestamento non è una parola che mi piace. Questo non è il solito terremoto a due facciate: da un lato il fragore dall’altro le risate. Non c’è il sorriso fraudolento dei manifesti elettorali. Non lo permetteremo.
Ho letto da più parti la fatidica questione: “Sta a vedere chi c’è dietro”.

E io vi dico chi c’è dietro.
Dietro ci siete voi che la fate, la domanda.
I cittadini hanno un posto in tribuna, quello davanti.
Dietro sono rimasti solo posti in piedi e
solo per cittadini stanchi.

Arrivo presto.

Luca

Questa voce è stata pubblicata in Pensieri e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a Per il ritorno al coraggio.

  1. Pasquale Maggiore ha detto:

    Bello Luca!…so cosa dici e ho vissuto quello che vivi tu…poi sono tornato….per cercare di essere una delle (spero!) tante piccole chiavi che aprono le porte di una città maledetta…..ci provo ogni santo giorno e mi ritrovo addosso spesso (sempre?) il biasimo ed il sospetto persino di coloro i quali vorrei fossero miei compagni di viaggio…..occupare non mi sembra il modo migliore e definitivo….ma tutto va bene!….

  2. Salvo Ladduca ha detto:

    GRANDE! ti aspettiamo

  3. Marcy ha detto:

    Luca, le tue parole sono bellissime! Ma se lì riesci a fare quello per cui sei vocato, non tornare mai più!!!!! Io per restare ho dovuto rinunciare, per vigliaccheria o per paura, non saprei.
    Domani porterò una sedia al Teatro Garibaldi, per i ragazzi che hanno ancora la forza di crederci, e anche un pò per mia figlia, che ieri per la prima volta è andata a teatro e le è piaciuto mille volte di più dei cartoni, del circo, del cinema, delle feste animate.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...