Manifesto per la Cultura

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Uno spazio destinato alla cultura non può chiudere per ragione alcuna.
La sua assegnazione e la sua vita devono essere garantite da criteri di
gestione trasparenti e rigorosi, nel rispetto del valore dell’arte in tutte le sue
forme di espressione.
Per questo restituiamo oggi alla sua naturale funzione il Teatro
Garibaldi: l’ennesimo spazio negato alla città, un luogo che ci appartiene
come cittadini e come lavoratori dello spettacolo, della cultura e dell’arte.
Come cittadini abbiamo il dovere di difendere il patrimonio artistico del
nostro Paese, il dovere di sottrarlo alla gestione clientelare e priva di
progettualità. Chiediamo alla cittadinanza di aderire alla nostra lotta e
partecipare alla nostra azione.
Come lavoratori dello spettacolo, della cultura e dell’arte e come
espressione della nuova generazione creativa di questa città abbiamo il diritto
di essere riconosciuti interlocutori indispensabili nelle scelte politiche che
riguardano il nostro settore, il nostro lavoro, la nostra vita.
Gli spazi della cultura sono luoghi di aggregazione, crescita e confronto
per i cittadini.
Oggi inauguriamo un progetto nuovo, che, partendo dall’affidamento e
dalla gestione degli spazi, e dall’elaborazione di un modello, rimetta in circolo
le realtà produttive e culturali della nostra città, prescindendo dall’ingerenza
dei partiti, dai ricatti delle clientele, dall’aridità dei finanziamenti a pioggia.
Chiediamo che il Comune di Palermo e gli altri enti pubblici rendano
noto e accessibile un censimento degli spazi di loro proprietà; che si dotino di
un regolamento che disciplini l’assegnazione di tali luoghi e delle relative
risorse economiche destinate alla cultura, prevedendo il costante
monitoraggio di tutte le attività finanziate.
È necessario che tale regolamento sia elaborato e condiviso dagli artisti,
dalle professionalità che gravitano intorno al mondo della cultura, dai
funzionari degli uffici dell’amministrazione pubblica di competenza.
Soltanto sulla base di un nuovo sistema di regole è possibile immaginare
modelli di gestione innovativi, che riconoscano finalmente un’identità ai
generi, ai linguaggi, alle nuove storie di questa Città.
La cooperazione tra le diverse discipline rappresenta una opportunità
fondamentale per la creazione ed esportazione di contenuti artistici nuovi.
Chiediamo pertanto un modello lontano dalle nomine di “direttori
artistici” ispirate da logiche partitiche, un modello che fondi le sue basi
sull’alternanza delle cariche e che dia spazio alle nuove energie artistiche
espresse nella e dalla Città.
Una società che non valorizza la cultura e l’innovazione non ha la
sensibilità e la capacità necessarie per custodire il proprio patrimonio e non
scommette sul proprio futuro.

Comitato Teatro Garibaldi Aperto

5 risposte a Manifesto per la Cultura

  1. Pingback: Cultura « Un frusinate

  2. stef ha detto:

    (Chiediamo che il Comune di Palermo e gli altri enti pubblici rendano noto e accessibile un censimento degli spazi di loro proprietà; che si dotino di un regolamento che disciplini l’assegnazione di tali luoghi e delle relative risorse economiche destinate alla cultura, prevedendo il costante monitoraggio di tutte le attività finanziate).

    1) CENSIMENTO SPAZI COMUNALI = Competenza del Settore Risorse Immobiliari. Dovrebbe essere obbligo di tutti i comuni pubblicare online l’elenco di proprietà comunale. Comunque si può richiedere ufficialmente l’elenco per gli spazi deputati alla cultura (vedi Teatro Garibaldi – Cantieri Zisa, ecc.). http://www.comune.palermo.it/comune/settori/risorse_immobiliari/settore_risorse_immobiliari.htm

    2) REGOLAMENTO COMUNALE ASSEGNAZIONE LUOGHI DEPUTATI AD ATTIVITA’ CULTURALI E ASSEGNAZIONE RISORSE FINANZIARIE AD ASSOCIAZIONI = una bozza del regolamento dovrebbe partire (come proposta) dal #teatrogaribaldiaperto – inviarla ufficialmente a tutti i membri del consiglio comunale (e stampa) e poi monitorare costantemente (settimana x settimana) se loro (chi quali consiglieri) portano avanti in consiglio questo regolamento per la relativa approvazione. Naturalmente nel frattempo l’ideale è mantenere l’occupazione per tenere l’attenzione pubblica, mediatica (ed istituzionale) alta sull’argomento. In tutto questo non farsi abbindolare dalle promesse verbali dei candidati sindaci che potrebbero esibirsi in processione in questi giorni presso il teatro Garibaldi

    3) BOMBARDARE ATTIVITA’ DEL TEATRO SU TW QUOTIDIANAMENTE

  3. Pingback: E per una volta facciamoci pure i complimenti! | Teatro Garibaldi aperto

  4. Pingback: Palermo, Teatro Garibaldi Aperto | Il Corriere Musicale

  5. Marina Visentini ha detto:

    Salve, siamo Teatro Magro di Mantova,siamo fuori dal mondo ma vorremmo partecipare al vostro progetto regalandovi 2 monologhi dal titolo SENZA NIENTE 1 e SENZA NIENTE 2, durano 50 minuti ciascuno e non hanno esigenze tecniche.
    Siamo disponibili da subito incastrandolo possibilmente con nostri impegni in programma.
    grazie

    video promo http://www.youtube.com/watch?v=MAmf5tjtAdg&feature=relmfu

    PROGETTO MONOLOGHI “SENZA NIENTE”
    a cura di Teatro Magro
    Teatro Magro ritorna sulla scena con quattro MONOLOGHI SERIALI per dichiarare la disorganicità della cultura italiana, da più parti villipesa, e, ancora peggio, ignorata e lasciata nel vuoto più assordante.
    Nel pieno di tale situazione, in uno stato di completo smarrimento, si posiziona Teatro Magro, in una condizione surreale nella quale il futuro appare brumoso e poco limpido. Tuttavia, Teatro Magro persiste ostinatamente nel suo obiettivo, cercando di far coesistere in sé sia la propria profonda identità artistica, sia la propria anima imprenditoriale. L’intenzione è di lavorare costantemente al fine di abbattere gli stereotipi, raggiungendo un modello virtuoso di efficienza, che possa funzionare come sprono per altre realtà, dimostrando, nonostante il momento contingente di continui tagli alla cultura, che di arte e di bellezza si può vivere.
    Una tetralogia intensa, che non vuole offrire soluzioni o ricette preconfezionate, ma semplicemente prendere le distanze e contemplare il disarmante panorama attuale con uno sguardo critico, raccontando e raccontandosi, lasciando un sorriso dal retrogusto amaro, un’ironia laconica che vuole essere una denuncia non urlata, elegante, e mai volgare, allo scopo di far riflettere il pubblico, ognuno secondo la propria coscienza.
    Quattro figure professionali all’interno del mondo del teatro si raccontano: l’ attore, il presidente, l’amministratore, il regista.

    Marina Visentini
    cell 339.4568098

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